ott 252013
 
 25 ottobre 2013  Posted by at 16:23 Mente e Cervello Tagged with: ,  No Responses »

Cari amici lemattiani,

cervelli

quanti cervelli hai?

l’argomento di oggi rientra a pieno titolo nella nostra categoria ”Mente e Cervello”.

Difatti oggi parleremo di tutti i nostri cervelli. Abbiamo più cervelli: non solo mente, insomma, ma anche emozioni e corpo sembrano avere i propri cervelli.

Conosci qualcuno che non ragiona con la testa?
Scopri perché e come “ragionano” tutti coloro che “non usano la testa”…

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apr 212013
 
by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,mente
procediamo con la penultima tappa del percorso “Le Stanze dell’Immaginazione”, interamente dedicata alla facoltà della Memoria, che, come vedremo a breve, è intimamente connessa all’Immaginazione.

Chi ci segue da tempo sa bene quale sia il legame che intercorre tra le due facoltà, ma ne diciamo subito qualcosa, anche per chi non lo sapesse ancora, e poi procediamo oltre.

La nostra mente funziona attraverso rappresentazioni

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mar 022013
 
by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
oggi ho il piacere di condividere con voi una riflessione sull’Arte di Vedere.

Che cos’è l’ “Arte di Vedere”?
O, meglio, perché la funzione del “vedere” può essere considerata un’arte?

Nel suo libro “L’arte di vedere”, Aldous Huxley ci invita a considerare l’arte come un inArteVederesieme di talento e tecnica, che può  migliorare grazie all’esercizio e questo è uno dei punti focali (e mai parola fu più azzeccata ^_^) dell’opera di Huxley.

Questo breve saggio, infatti, nasce per spiegare – in modo conciso – le basi filosofiche delle tecniche del dott. Bates (e seguaci), studiate per far recuperare la vista con l’esercizio.

Anzitutto, cari amici, vogliamo sottolineare che prima di buttarvi nella pratica di determinati esercizi (di cui alcuni sono in “comproprietà” con tecniche come lo yoga e la lettura veloce), vi suggeriamo di rivolgervi al vostro oculista.

Ora, andiamo a “vedere” di che cosa si tratta…

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apr 262012
 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
se avete letto l’ultimo articolo sulle Mappe Mentali (se non lo avete ancora letto, lo trovate qui), starete attendendo questo secondo articolo, che parlerà – prevalentemente – della strategia mnemonica.

Abbiamo già accennato dell’utilità delle Mappe sotto il profilo “cognitivo”:
- con forme, colori ed immagini attivano l’emisfero destro;
- con parole chiave, simboli e formule; attivano l’emisfero sinistro;
- usano una costruzione a forma di sinapsi cerebrale, che permette di percepire tantissime informazioni con un solo colpo d’occhio.

Andiamo ora a vederne i segreti mnemonici

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apr 222012
 
by Matteo Ficara


Cari amici lemattiani,

chi di voi ha uno “studio”, alzi la mano.

Una, due, tre, dieci, cento… benone!
Vedo che siamo in moltissimi ad aver dedicato un piccolo spazio della nostra dimora allo “studio”.

Qualcuno avrà un’intera stanza, altri un tavolo in sala e, forse i più fortunati, un vero e proprio laboratorio.
Difatti lo studio è, o almeno dovrebbe essere, la stanza della generazione delle idee (e quindi della Creatività).

Etimologicamente “STUDIUM” significa: applicazione della mente a qualcosa, al fine di apprenderla.

MA… quante sono le cose che, ognuno di noi, oggi deve imparare?
Gli studenti hanno moltissime materie, gli universitari un po’ di meno, ma molto più approfondite, i manager devono fare i conti con l’informazione quotidiana, i professionisti con gli aggiornamenti continui e, comunque, ognuno di noi dovrebbe tenersi “al passo coi tempi”.

  Come dice bene il Guru del Marketing Beau Toskich, che ho avuto il piacere di ascoltare e conoscere al SI’ – Seminario Intensivo di ottobre 2011, organizzato dagli amici di Performance Strategies:

“Oggi non è più pesce grande che mangia pesce piccolo, ma pesce veloce che mangia pesce lento”

(nella foto, da destra a sinistra, gli amici: Manolo Mak di Cocooa, Sandro Flora e Silvia Paola Mussini di Josaya, Beau Toskich – beato tra le donne – Lara Lucaccioni ed il sottoscritto di LeMat)

Quindi, oltre alle tantissime cose da imparare, anche un tempo molto ristretto per farlo.
AH! TEMPUS FUGIT!!!

In questo breve post, cari amici lemattiani, voglio parlarvi di uno solo dei tantissimi usi dello strumento che mi ha letteralmente cambiato la vita: le Mappe Mentali.

Di quale uso parleremo?
Di quello adatto allo “studio”

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set 012011
 
 1 settembre 2011  Posted by at 19:43 Apprendimento Tagged with: , ,  No Responses »

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

suono_gestaltcome promesso, ecco la seconda puntata sulle Mnemotecniche. Argomento del giorno: “Conversione Fonetica”.

Anche in questo caso “il nome dice tutto”, com’era stato nel post generale su Memoria e Mnemotecniche, ma vi accompagno del dettaglio, affinché la tecnica possa diventare anche operativa.

Siete pronti?

Conversione Fonetica, ripartiamo dal nome.
Convertire significa passare da un sistema ad un altro. E questo è tanto vero per le religioni, quanto per il cambio monetario.

In questo caso, però, i sistemi entro i quali opereremo lo shift, per dirlo con un termine a noi caro grazie all’omonimo film di Wayne W. Dyer, sono il sistema simbolico e quello, appunto, fonetico.

Che cosa vuol dire?
La tecnica di Conversione Fonetica (inventata dal matematico tedesco Stanislaus Mink von Wennsshein, ottimizzata e divulgata da Leibniz) è una delle mnemotecniche – per me – fondamentali, perché opera su tre diversi livelli: simbolico, fonetico, immaginifico.
In questo modo la memoria viene stimolata attraverso un triplice canale “percettivo”.
Ma passiamo ai fatti.

Questa tecnica consiste nel convertire prima i numeri in suoni (secondo la tabella sotto riportata), poi i suoni in parola ed infine la parola in immagine.
Facciamo una prova.

Passo 1: dal numero al suono.

Tabella delle conversioni:

1- T, D——————- thè, dio, atto, addio

2- N, GN—————– neo, anno, gnù

3- M———————- amo, emo, miao

4- R———————– ara, re, oro

5- L, GL—————— ali, lui, aglio

6- C, G, J (dolce)——– ciao, oggi, gelo, cielo

7- CH, K, GH (secco)— occhio, eco, chi, ago, acca

8- F, V——————– ufo, uva, via

9- P, B——————– boa, ape, oppio

10- S, SC, Z————— sei, zio, ascia, asse

Come avete notato, nella tabella sono riportati un numero ed il suo relativo corrispondente fonetico, seguiti da qualche esempio.

Naturalmente, con gli esempi, siamo già nella fase 2: dal suono alla parola.antonio-canova-ninfa-dormiente_sfondob
Se prendiamo il numero “412” ed applichiamo la tecnica, troviamo i suoni “RTL”, che, addizionati di vocali a scelta, possono divenire la parola: RoTuLa.
Oppure il “228”, che diventerà “NiNFa”, e così via.

Semplice, vero?

Ora passiamo alla fase numero 3: dalla parola all’immagine.
Se avete letto l’articolo generale sulle Mnemotecniche (se non lo avete fatto, eccolo qua), saprete sicuramente come creare immagini mnemoniche, sfruttando la regola EMAICE, suggeritaci dal mitico Gianni Golfera.

Avevamo il 412-RoTuLa, o anche RoTeLLa, dei quali è semplice crearsi un’immagine, vero?
metodo apprendimente siglaMagari è un po’ più complicato crearlo per la parola 228-NiNFa, ma con un po’ di pratica (e magari con l’ausilio di qualche piccolo accorgimento, se vuoi sapere quale, contattami qui, o vieni al Metodo ApprendiMente), sarà semplicissimo.

Affinché la tecnica sia funzionale al 100%, sarebbe bene crearsi un proprio indice di immagini per i numeri da 1 a 100.
Questo schedario mentale ci renderà più semplice il lavoro con serie di numeri più lunghe.

Alcuni usi della Conversione Fonetica, oltre a quello delle interminabili serie di numeri (rubriche telefoniche), sono nella memorizzazione di formule chimiche (con l’ausilio di altri accorgimenti) e di articoli di legge.

^_^

Matteo Ficara, LeMat
Learning Coach

Google

ago 292011
 
 29 agosto 2011  Posted by at 19:42 Apprendimento Tagged with: , , ,  3 Responses »

>by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

come da promessa, ecco il breve post sulla mnemotecnica “i Loci”, anch’essa insegnata nel nostro Metodo ApprendiMente.
Tra tutte le mnemotecniche, forse questa è quella più conosciuta.
Notizie de “i Loci” ci arrivano dalla latinità, durante la quale Cicerone utilizzava questa tecnica per memorizzare le lunghe orazioni che avrebbe presentato al foro, in un altro momento.
Il metodo sfrutta meccanismi mentali come l’associazione, l’immaginazione, il coinvolgimento emotivo e, in questo caso, soprattutto l’ordine, per catalogare le informazioni in modo da poterle recuperare.
Chi di voi avesse letto anche il post su “Memoria e Mnemotecniche“, può facilmente ritrovare, nelle caratteristiche sopra evidenziate, la qualità che un’immagine deve avere se vuole essere mnemonica.
Sono le fasi di creazione indicate dall’acrostico EMAICE di Gianni Golfera, ricordate?
In “i Loci” bisogna immaginare di essere dentro ad un ‘luogo ideale’ (molti consigliano direttamente la propria abitazione, ma non è necessario) ove, stanza per stanza, inseriremo le immagini mnemoniche delle informazioni che dobbiamo ritenere.
Vi spiego la tecnica con un rapido esempio.
La mia orazione riguarda le mnemotecniche ed ho deciso di organizzarla nel modo seguente:
1) Breve storia, riepilogativa, delle tecniche di Memorizzazione;
2) Principi ‘base’ del cervello ed il funzionamento delle tecniche:
  1. la mente lavora per immagini;
  • diversità di canali percettivi: cinestetico, visivo, uditivo;
  • la ‘struttura’ della memoria.
3) Esempi di tecniche e loro uso.
Quindi… immagino una casa composta di tre stanze (una per ogni argomento), poste una dopo l’altra .
Ci si può anche immaginare una passeggiata ove i ‘loci’ siano punti di passaggio obbligato.
Nella prima stanza ci sono i busti, in gesso, di alcuni individui. Sono disposti uno dopo l’altro, con sotto una targhetta che ne riporta nome e data. Sopra di loro c’è uno striscione che riporta la scritta: “Storia della Memoria” (la rima e tutte le figure retoriche sono tecniche di memoria).
Indovinate un po’: cosa riguarda?
Nella seconda stanza, nel centro, trovo un cervello in bacheca, come quello del cartone animato Futurama, che sta appoggiata sopra ad una ‘base’ di un campo da baseball ed è circondata dai principi inglesi (principi base del cervello). Alle pareti sono appesi 3 quadri.
Iniziando dalla prima parete, posso notare che il quadro rappresenta delle piante di menta (mente) che dipingono (lavorano per immagini).
Nel secondo quadro trovo la raffigurazione delle famose 3 scimmiette: “Non vedo, non sento, non parlo”, ma l’ultima è presa a grattarsi (il canale cinestetico: tatto, gusto, odore).
Nel terzo quadro noto Watson e Creek (inventori della raffigurazione del DNA con la doppia elica) che stanno costruendo un modellino di cervello (struttura della memoria).
E così via.
Se vuoi provare a cimentarti con la terza stanza “Esempi di tecniche e loro uso”, inviami la tua soluzione a info@lematpercorsi.com, o scrivila nel commento.
Ti dirò se hai fatto bene o dove puoi migliorare.
“I Loci” sono una tecnica molto efficace per memorizzare lunghe composizioni di informazioni (soprattutto verbali, enunciative), come poesie, liste o libri interi.
Naturalmente esistono moltissime altre tecniche e la loro più grande forza sta nella collaborazione.
Per memorizzare gli articoli di legge, ad esempio, è necessario utilizzare, in collaborazione tra loro almeno due tecniche: “i Loci” e la conversione fonetica.

Se la tua domanda è: “Ma allora è un processo lungo e macchinoso?”, la risposta è: “No, è un processo che richiede impegno, ma solo all’inizio”

La Memoria è un muscolo che va allenato.
Gianni Golfera è rapidissimo ad utilizzare le mnemotecniche per via del lungo allenamento a cui si è sottoposto.
E’ questione di impegno, puoi farlo anche tu!
Nel Metodo ApprendiMente insegnamo questa e le altre mnemotecniche, inserendole nel più ampio contesto dell’apprendimento.
Che tu sia uno studente o un lavoratore, immerso nel flusso dell’ ‘aggiornamento obbligato’, l’apprendimento è il tuo pane quotidiano.
Quanto tempo impieghi a tenerti informato?
Ti piacerebbe dimezzarlo, mantenendo ed addirittura migliorando le tue performances?
Matteo Ficara, LeMat
Learning Coach


Google

ago 232011
 
by Lara Lucaccioni

>Tony Buzan, Usiamo la testa, Frassinelli

Cari amici lemattiani,

quante volte ci siamo chiesti se sia possibile allenare la mente come facciamo col nostro corpo?


“Usiamo la testa” di Tony Buzan è un libro che “insegna a pensare e ad imparare”. E’ un primo approccio molto utile per avvicinarsi ad argomenti quali: il funzionamento del nostro cervello e della nostra percezione, le tecniche di memoria, la lettura veloce, le tecniche di apprendimento, la gestione del tempo (se siete curiosi, scoprite il nostro Metodo ApprendiMente).
Se un primo utilizzo di questo libro è a favore di chi vuole migliorare e potenziare il proprio modo di studiare, le informazioni che tratta sono utili in moltissimi altri campi.
Il libro è corredato di esercizi e, come ogni volta che parliamo di coaching e di miglioramento personale, l’impegno e la volontà che ci mettete voi sono ingredienti assolutamente indispensabili.

ago 232011
 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,metodo apprendimente sigla

oggi voglio parlarvi del Metodo ApprendiMente.

Sono passati ormai 5 anni da quando ho seguito il primo corso di “Lettura Rapida”.
Ricordo nitidamente lo stupore nel vedere Cristiano Magro (il nostro formatore) memorizzare un’interminabile lista di numeri in brevissimo tempo e l’entusiasmo di sapere che avrei potuto farlo anch’io.

“Se lo può fare un essere umano, lo può fare ogni essere umano!”.

Ad oggi il  Metodo ApprendiMente ha raggiunto la sua forma più matura, presentandosi nella terza edizione, come corso di Meta-Apprendimento, ovvero di “apprendimento dell’apprendimento”.
L’obiettivo, oltre all’insegnamento delle tecniche, è di aumentare la propria consapevolezza circa il funzionamento della propria mente.

Certo, studiare circa 500 pagine (180 di un libro di testo ed il resto in materiale sfuso, tra fotocopie e download), in una settimana, presentandole all’esame in maniera molto integrata, consapevole ed interconnessa, oltre a fare molto piacere, è anche estremamente utile, soprattutto per chi, come me, si trova a studiare e lavorare contemporaneamente.
Se è possibile? Sì.
attivit didattica sceltaQuelli sopra riportati sono i risultati di uno dei miei esami, precisamente “Didattica”, materia che non rientra nel mio humus specifico di studi (Filosofia) e che, quindi, mi ha richiesto del tempo in più, destinato alla terminologia specifica.
Voto: “Ventinove, lo accetta?”.
Voi che dite? ;-P

Ma ora passiamo al sodo: ecco il programma del corso.

Continua a leggere…»

mag 242011
 
 24 maggio 2011  Posted by at 19:46 Apprendimento, Coaching Tagged with: , , , , ,  No Responses »

Ciao carissimi lemattiani,
oggi ho deciso di postare questo breve articolo sull’importanza del premiarsi e lo farò attraverso il racconto di un fatto quotidiano.

Stamattina, ore 09:00, dipartimento di Filosofia a Macerata, esame in Pedagogia.
Nei giorni passati mi ero scoperto felicemente entusiasta di navigare tra le circa 500 pagine di studio che mi aspettavano per l’esame, soprattutto per il fatto che esaminavano il ruolo del formatore nella società, ed avevo divorato il materiale in 7 ore di studio organizzato attraverso le strategie che insegno nel corso “Metodo ApprendiMente”.
Naturalmente l’ ‘effetto entusiasmo’ mi ha facilitato moltissimo nella fase di apprendimento, ma, soprattutto, mi avrebbe dovuto aiutare nel momento del Premio.
Dato che l’esame è terminato con un bel 30eLode, necessitavo di un premio adeguato.
Perché?