ott 072012
 
by Matteo Ficara


Cari amici lemattiani,

una delle cose più belle del mondo della formazione sono le persone che si incontrano.

A marzo del 2012, per una consulenza ad altissimi livelli (si parla del Forum delle Eccellenze), oltre all’onore di lavorare al fianco degli esperti di Performance Strategies, ho avuto l’onore ed il piacere di conoscere un ragazzo eccezionale: Matteo Salvo.

Non lo conoscete? O_o
Per quei pochi che non lo conoscono ancora, ecco due parole su di lui.

Ciò che c’è da sapere su Matteo Salvo è che, in Italia, è il primo (ed attualmente unico) istruttore certificato direttamente da Tony Buzan, creatore delle Mappe Mentali.
E’ master pratictioner in PNL (non sai cos’è la PNL? LEGGILO QUI) ed  insegna tecniche di apprendimento dal 2000.

Ha fondato una scuola, la MindPerformance, che si occupa di sviluppo delle risorse umane, dal 2008 è docente di mnemotecniche presso la Scuola Nazionale di Metodologie della Didattica dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale e tiene seminari presso La Scuola Universitaria di Management d’Impresa.

Wow!

Ma quello che ci interessa maggiormente di lui, ed i nostri cari amici lemattiani lo sanno bene, è ciò che non si vede.

Andiamo a scoprirlo insieme, in questa avventura/recensione del suo ultimo libro (bestseller in MacroEdizioni):

“Pensa diversaMENTE, Agisci genialMENTE, grazie alle MAPPE MENTALI”

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apr 262012
 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
se avete letto l’ultimo articolo sulle Mappe Mentali (se non lo avete ancora letto, lo trovate qui), starete attendendo questo secondo articolo, che parlerà – prevalentemente – della strategia mnemonica.

Abbiamo già accennato dell’utilità delle Mappe sotto il profilo “cognitivo”:
- con forme, colori ed immagini attivano l’emisfero destro;
- con parole chiave, simboli e formule; attivano l’emisfero sinistro;
- usano una costruzione a forma di sinapsi cerebrale, che permette di percepire tantissime informazioni con un solo colpo d’occhio.

Andiamo ora a vederne i segreti mnemonici

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apr 222012
 
by Matteo Ficara


Cari amici lemattiani,

chi di voi ha uno “studio”, alzi la mano.

Una, due, tre, dieci, cento… benone!
Vedo che siamo in moltissimi ad aver dedicato un piccolo spazio della nostra dimora allo “studio”.

Qualcuno avrà un’intera stanza, altri un tavolo in sala e, forse i più fortunati, un vero e proprio laboratorio.
Difatti lo studio è, o almeno dovrebbe essere, la stanza della generazione delle idee (e quindi della Creatività).

Etimologicamente “STUDIUM” significa: applicazione della mente a qualcosa, al fine di apprenderla.

MA… quante sono le cose che, ognuno di noi, oggi deve imparare?
Gli studenti hanno moltissime materie, gli universitari un po’ di meno, ma molto più approfondite, i manager devono fare i conti con l’informazione quotidiana, i professionisti con gli aggiornamenti continui e, comunque, ognuno di noi dovrebbe tenersi “al passo coi tempi”.

  Come dice bene il Guru del Marketing Beau Toskich, che ho avuto il piacere di ascoltare e conoscere al SI’ – Seminario Intensivo di ottobre 2011, organizzato dagli amici di Performance Strategies:

“Oggi non è più pesce grande che mangia pesce piccolo, ma pesce veloce che mangia pesce lento”

(nella foto, da destra a sinistra, gli amici: Manolo Mak di Cocooa, Sandro Flora e Silvia Paola Mussini di Josaya, Beau Toskich – beato tra le donne – Lara Lucaccioni ed il sottoscritto di LeMat)

Quindi, oltre alle tantissime cose da imparare, anche un tempo molto ristretto per farlo.
AH! TEMPUS FUGIT!!!

In questo breve post, cari amici lemattiani, voglio parlarvi di uno solo dei tantissimi usi dello strumento che mi ha letteralmente cambiato la vita: le Mappe Mentali.

Di quale uso parleremo?
Di quello adatto allo “studio”

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apr 072012
 
 7 aprile 2012  Posted by at 23:20 Coaching, Felicità, Immaginazione Tagged with: , , , ,  No Responses »

by Matteo Ficara

 Cari amici lemattiani,
una dieta, oltre a quella di Prussia, è una serie di accorgimenti per raggiungere un fine che, oggi,  è in special modo legato alla nutrizione o alla salute.

Quando ho pensato alla “salute”, il mio cervello mappamentalizzato mi ha subito fornito tutte le  parole immediatamente collegabili a “salute” e la prima di queste è stata propio Libertà.
D’altronde, anche il primo grande medico, Ippocrate di Coo, come primissimo rimedio per la  salute suggeriva il “cambio d’aria”: se ci si ammalava sull’isola di Malta, Ippocrate ci faceva  trasferire su di un’altra isola.

Il “cambio d’aria”, o di “contesto”, non è però possibile se non abbiamo un certo grado di libertà.
Giusto?

Perfetto.
Eppure in questo breve articolo parleremo di una libertà ancora più profonda di quella del “movimento”: la libertà mentale.

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mar 032012
 
by Lara Lucaccioni

Cari amici lemattiani,

continua il nostro viaggio nelle meraviglie del cervello, andando nuovamente ad approfondire come lavora e come elabora le informazioni attraverso la recensione di un libro che parla di uno strumento di lavoro utilissimo: le Mappe Mentali.

Il più grande esperto di mappe mentali al mondo è Tony Buzan, che, oltre ad essersi occupato di tutti i mezzi per apprendere in maniera più efficace (lettura veloce, tecniche di memorizzazione, metodo di studio: testo di approccio base “Usiamo la testa”) e di imparare ad usare al massimo le potenzialità del nostro cervello, ha anche ideato questo strumento efficacissimo.

Le mappe mentali consentono al cervello di osservare la sua stessa attività in un’immagine completa, permettendogli di imparare di più su se stesso e incoraggiandolo ad utilizzare l’intera gamma delle sue capacità corticali.

Il cervello funziona più efficacemente se si permette alle sue capacità intellettuali di lavorare armoniosamente. Buzan ha scoperto che combinando parola da una parte e colore ed immagine dall’altra (emisfero sinistro ed emisfero destro) la propria capacità di prendere appunti si potenzia e da lì è nato tutto un percorso di approfondimento che ha portato ai moltissimi e meravigliosi utilizzi delle mappe mentali.

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dic 272011
 
 27 dicembre 2011  Posted by at 17:52 Coaching Tagged with: , , , ,  No Responses »

 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

dopo la pubblicazione online del programma sulla FilosoVia – la Via dell’Eroe, oggi voglio parlarvi, concretamente, del GdR coaching e della creazione della scheda dell’Eroe.

Le prime Mappe dell’Io che ho fatto risalgono circa a due anni fa.
All’epoca vivevo una condizione molto disagiata ed ero fermamente intenzionato a cambiare lo status quo delle cose ed anche convinto che mi era possibile creare un lavoro che, al contempo, rispondesse a 3 esigenze:

- volevo qualcosa attraverso cui realizzarmi pienamente;
- qualcosa che mi rendesse felice;
- e che mi permettesse di mantenermi.

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ago 232011
 
by Lara Lucaccioni

>Tony Buzan, Usiamo la testa, Frassinelli

Cari amici lemattiani,

quante volte ci siamo chiesti se sia possibile allenare la mente come facciamo col nostro corpo?


“Usiamo la testa” di Tony Buzan è un libro che “insegna a pensare e ad imparare”. E’ un primo approccio molto utile per avvicinarsi ad argomenti quali: il funzionamento del nostro cervello e della nostra percezione, le tecniche di memoria, la lettura veloce, le tecniche di apprendimento, la gestione del tempo (se siete curiosi, scoprite il nostro Metodo ApprendiMente).
Se un primo utilizzo di questo libro è a favore di chi vuole migliorare e potenziare il proprio modo di studiare, le informazioni che tratta sono utili in moltissimi altri campi.
Il libro è corredato di esercizi e, come ogni volta che parliamo di coaching e di miglioramento personale, l’impegno e la volontà che ci mettete voi sono ingredienti assolutamente indispensabili.

ago 232011
 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,metodo apprendimente sigla

oggi voglio parlarvi del Metodo ApprendiMente.

Sono passati ormai 5 anni da quando ho seguito il primo corso di “Lettura Rapida”.
Ricordo nitidamente lo stupore nel vedere Cristiano Magro (il nostro formatore) memorizzare un’interminabile lista di numeri in brevissimo tempo e l’entusiasmo di sapere che avrei potuto farlo anch’io.

“Se lo può fare un essere umano, lo può fare ogni essere umano!”.

Ad oggi il  Metodo ApprendiMente ha raggiunto la sua forma più matura, presentandosi nella terza edizione, come corso di Meta-Apprendimento, ovvero di “apprendimento dell’apprendimento”.
L’obiettivo, oltre all’insegnamento delle tecniche, è di aumentare la propria consapevolezza circa il funzionamento della propria mente.

Certo, studiare circa 500 pagine (180 di un libro di testo ed il resto in materiale sfuso, tra fotocopie e download), in una settimana, presentandole all’esame in maniera molto integrata, consapevole ed interconnessa, oltre a fare molto piacere, è anche estremamente utile, soprattutto per chi, come me, si trova a studiare e lavorare contemporaneamente.
Se è possibile? Sì.
attivit didattica sceltaQuelli sopra riportati sono i risultati di uno dei miei esami, precisamente “Didattica”, materia che non rientra nel mio humus specifico di studi (Filosofia) e che, quindi, mi ha richiesto del tempo in più, destinato alla terminologia specifica.
Voto: “Ventinove, lo accetta?”.
Voi che dite? ;-P

Ma ora passiamo al sodo: ecco il programma del corso.

Continua a leggere…»

lug 092011
 
 9 luglio 2011  Posted by at 21:58 Coaching Tagged with: , , ,  No Responses »

>Matteo Ficara, 09/07/2011

Cari amici lemattiani,

dopo la prima puntata di Vocabolario di un Coach, incentrata sul Coaching, oggi proseguiamo la carrellata dei vocaboli più ‘caldi’, parlando di Successo.

Poco tempo fa, sempre sulla pagina Fb, la discussione sul Successo aveva, anche giustamente, alzato il classico ‘polverone’, perché, a quanto pare, richiama l’ambiente del self made man americano, da molti considerato la molla della crisi attuale.
In effetti può esser vero.
In America, il meccanismo insito nella filosofia del self made man è relativo al successo economico.
Ma io credo che dire ‘successo economico’ non equivale a dire ‘successo’, siete d’accordo?
Di certo puntare alla ‘produttività per la produttività’ ed alla ‘ricchezza per la ricchezza’ produce effetti collaterali non molto piacevoli, come ad esempio una montagna di ‘scarti’ dovuti all’iperproduzione, l’inquinamento, lo stress e, per tornare alla nostra ‘cara’ crisi, la corsa al ribasso e la saturazione dei mercati.
Io non credo che questo sia necessariamente insito nella parola ‘successo’, anzi.
Se volessimo fare un breve esercizio, d’altronde molto utile per focalizzare la propria attenzione sulla positività, potremo scrivere ogni giorno i nostri 5 successi quotidiani.
Ve ne riporto alcuni dei miei, rileggendoli andando a ritroso:
  • 07/07 – ottima lezione tenuta al mitico Xxxxx (privacy), utilizzando le Mappe Mentali anche per fargli focalizzare meglio gli obiettivi della sua vita;
  • 06/07 – ho avuto la possibilità di donare il mio petto a lacrime altrui;
  • 06/07 – ho scritto un ottimo articolo dal titolo: “CARS – solo l’Amore ci rende Grandi” (lo pubblicherò presto, abbiate fede ^_^);
  • 05/07 – finalmente ho compreso a fondo il significato di una cosa per me molto importante;
  • 04/07 – ho capito molte cose utili sull’organizzazione del Blog, così da renderlo più facilmente fruibile per i nostri lettori;
  • 03/07 – la risposta che ho dato a Xxxx, in cui ho veicolato i miei valori, rispettando i suoi.
Mi chiedo: ma quando riuscite in qualcosa che per voi è importante, non vi sembra di aver ottenuto un piccolo (o grande) successo?
Notate: quando riuscite in qualcosa è perché lo avete fatto e ‘successo’ è proprio ciò che è stato fatto (etim: il successo è ciò che segue ad un’azione).
Inoltre, non è forse vero che il successo aumenta la vostra autostima e, soprattutto, la vostra Felicità?
In effetti, quando avete ottenuto anche fosse un minuscolo successo, siete felici, giusto?
E, ancora, qual è la prima cosa che fate quando ottenete un successo?
Di norma sono due cose riassunte in una: lo festeggiate (vi premiate), tendenzialmente andando a cena fuori con amici.
Quindi: lo celebrate e lo condividete.
E questo perché, almeno per noi italiani (e soprattutto per le italiane ;-P), condividere è importantissimo.
Dov’è finito, quindi, il temibile concetto di ‘Successo’, inteso nel senso economico?
È sempre lì, dentro alla parola Successo.
Come ben sapete, ormai, ogni parola veicola un corpus di immagini e vissuti (emozionali), ma sta a noi scegliere, ogni volta, quello che vogliamo far prevalere tra tutti i contenuti a disposizione.
Per quanto il significato di una parola sia personale, perché influenzato dal background dell’individuo, mi sembra che stiamo un po’ troppo giocando a fare gli americani nel peggiore dei modi: considerando, tra i contenuti delle nostre parole, solo quelli che derivano da altre culture.
Ecco come nasce il demone dell’americanizzazione e del self made man che, come ogni cosa, è buona o cattiva a seconda di chi è il man.
Certo, però, che in una culturalità espansa come quella odierna, la possibilità di soffrire di americanizzazione in modo inconscio, ovvero di ritrovarsi a ‘fare gli americani’ senza nemmeno rendercene conto (perché sono l’unico esempio che abbiamo attorno), è alta.
Ed è così soprattutto per i più giovani, nutriti abbondantemente con film, programmi, musica e cartoni animati di quella cultura.
Un suggerimento?
Mi sento di darne due.
In primis: non giudicate la parola, ma il suo contenuto, ovvero l’individuo che la pronuncia, con tutta la sua storia.
In secundis: utilizzate le Mappe Mentali per comprendere meglio che cosa, voi stessi, inserite nelle parole.
Se siete curiosi al riguardo, per ora vi rimando al post sull’argomento, ma a breve avrete anche dei video scaricabili!
Infine, quello che mi preoccupa di più è che abbiamo paura della parola Successo (probabilmente perché, di fondo, abbiamo una grandissima paura di sbagliare), quando, invece, il mondo ha bisogno di noi al massimo delle nostre potenzialità.
Ecco, quindi, che il ‘mio significato primario’ nella parola successo è, di certo, Realizzazione di Sé.

Matteo Ficara, LeMat

essere umano di successo, felice, libero, Filosofo e Coach.


Google

set 292010
 

 

Che cosa sono le Mappe Mentali?
A che cosa servono?
Cosa fare per poterle utilizzare?

 

Struttura dell’Articolo:

1. Introduzione alla Mappe Mentali:

  • a) incipit;
  • b) breve storia delle Mappe Mentali;

2. Le Mappe Mentali:

  • a) che cosa sono;
  • b) principi fondamentali;
  • c) usi più comuni;

3. Esempi:

  • a) link alle pagine ‘ufficiali’.

1. Introduzione alle Mappe Mentali:

a) Incipit:
Troppo spesso mi è capitato di presentare le Mappe Mentali (m.m.) e sentirmi rispondere, con una qual certa ‘sufficienza snob’: “Ah, io le conosco”, oppure “Sìsì, le so usare”. Poi, magari, ho avuto la possibilità di vedere gli appunti degli individui che affermavano ciò e… beh, non erano mappe mentali.
Anche durante i corsi che tengo, soprattutto durante quelli individuali, capita spesso, nella fase di scelta del percorso personale, di accantonare le Mappe Mentali, preferendo loro la Lettura Veloce e le Mnemotecniche.
Questo accade nonostante che io suggerisca, spesso, di iniziare proprio con le Mind Maps.
Perché vengono ‘snobbate’? Ma, soprattutto, perché le propongo così spesso?
Sul fatto dello snobismo abbiamo già detto anche troppo: ovvero si crede di conoscere – addirittura di praticare – le Mappe Mentali quando, invece, non si sa nemmeno che cosa siano.
Sul fatto che le suggerisco così spesso si può dire, invece, che lo faccio perché, di norma, le maggiori difficoltà degli studenti di oggi – ad ogni livello: medie, superiori ed Università – è quello di non sapere prendere/produrre appunti e, quindi, di non essere in grado di organizzare il lavoro in modo chiaro, conciso e funzionale.
Perché dico ‘predenre/produrre’ appunti? Che cosa vuol dire?
Perché reputo le Mappe Mentali uno strumento utile al fine di organizzarsi lo studio?
Perché… beh, andiamolo a vedere.

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