dic 252011
 
 25 dicembre 2011  Posted by at 18:25 Felicità, Yoga della risata Tagged with: , , , ,  No Responses »
by Lara Lucaccioni

Cari amici lemattiani,

oggi voglio parlarvi delle motivazioni profonde che mi hanno portato a frequentare il corso per condurre lo Yoga della Risata (YdR) e ad aprire il primo Club della Risata di Recanati.

Credo profondamente nel potere di una risata senza motivo: la sperimento su di me ogni volta, quando sono triste e riesco ad invertire l’ordine dei miei pensieri, a stoppare quelli neri e a far partire, magicamente, pensieri di leggerezza solo con una semplice risata prolungata, fatta magari distesa sul mio tappeto, a pancia in su, come accade nella “meditazione della risata” dello YdR, la parte finale di una sessione tipo e per me la parte più potente.

Meditazione-della-RisataDurante la “meditazione della risata” si dice ai componenti del gruppo – distesi sul proprio tappetino a pancia in su e con le teste tutte direzionate al centro, a formare una specie di sole raggiato – di iniziare a respirare profondamente e lasciarsi aperti alla possibilità di far emergere una risata - anche intima, anche delicata. Quello che accade la maggior parte delle volte è qualcosa di bellissimo. Timide risate diventano sempre più fragorose, fluendo naturalmente e rimbalzando da una persona all’altra, fino a diventare un’unica forza, capace di scaricare le tensioni accumulate. L’energia bellissima che si sprigiona pervade anche chi è disteso a respirare e fa fatica, almeno inizialmente, a ridere senza motivo. Tutti ne beneficiano e non sto in questa sede ad elencarvi i tantissimi ottimi motivi che consigliano, specie a livello di salute e benessere, di aprirsi all’esperienza di ridere a lungo in compagnia e senza motivo.

Io mi entusiasmo tantissimo, quando vedo gli occhi dell’altro ridere assieme alla sua bocca. Mi prende una gioia dentro senza fine ed è un regalo grandissimo che mi fa l’esistenza.

Ma come è cominciato questo interesse nei confronti della risata?

Due anni fa partecipai ad una meditazione ideata da Osho davvero potentissima, la Mystic Rose, della durata di 21 giorni e nella quale, la prima settimana, si ride in gruppo per 3 ore, senza dirsi una parola. Un esperienza incredibile! Mi sono scoperta di essere, in qualche modo, facilitatrice della risata altrui. Già in quella situazione, io avevo inteso la risata come esercizio. Ok, devo ridere per tre ore, lo faccio. Qualche componente del gruppo mi diceva: “Tu, Lara, sembra che lo stai prendendo come un lavoro. Entri nel gruppo con l’elmetto di quella che ha come compito di ridere e, semplicemente, ridi.” Ed ho visto che riuscivo ad essere contagiosa: in molti mi guardavano (i neuroni specchio sono fantastici) e iniziavano a ridere a loro volta.

Poi, c’è stato il mio incontro col video “Bodhisattva in metro”, un corto meraviglioso, in cui un uomo entra in una metro piena di visi tristi e, semplicemente, incomincia a ridere contagiando praticamente tutti.

Vi straconsiglio la visione del video, se ancora non lo avete incontrato nel web.

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ago 082011
 

>Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
come promesso ieri, oggi continuiamo il discorso sulla comunicazione di scacco e di gioco, che ha preso il via da una riflessione circa l’affermazione: “… in una sequenza di comunicazione, ogni scambio di messaggi restringe il numero delle possibili mosse successive”, dal testo “Pragmatica della Comunicazione Umana” e che ieri era stata affrontata solo per la metà relativa al risultato ed all’efficacia.
Allo Scacco, insomma
Oggi ricominciamo dalla Comunicazione di Gioco (CdG).
Forse il primo passo da fare, in questo caso, è cercare di rendere chiaro che cos’è il Gioco.
Sicuramente elimino, in primis, il gioco d’azzardo, le scommesse e tutta la trafila che ne segue.
Il gioco è per me il luogo naturale della Creatività e dell’Entusiasmo.
La libertà dovuta all’assenza (virtuale) di regole, il costante lavoro di immaginazione e la partecipazione ad un gruppo sono le tre importanti caratteristiche del gioco, che danno il via a tutta una serie di importantissime reazioni psicologiche, utili a farci superare i nostri naturali ostacoli.

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lug 212011
 
 21 luglio 2011  Posted by at 16:39 Film, Recensioni Tagged with: , , , , , , ,  No Responses »

Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

forse molti di voi sanno che in questi giorni, almeno da queste parti, è uscito al cinema CARS 2.

Di norma a me non piace lasciare le cose a metà e, quindi, avendo visto CARS, ho intenzione di guardare anche il secondo.
Quando capitano eventi simili, la prima cosa che faccio, prima ancora di andare al cinema, è riguardare il primo film, il capostipite, per rinfrescarmi le idee.
D’altronde mi capita spesso, riguardando un film già visto, di notare dettagli e sfumature più sottili, che prima non avevo notato.
CARS, per me, è divisibile in due momenti particolari.
Nel primo, attraverso entusiasmanti scene di corse, ci fanno la presentazione del personaggio principale, Saetta McQueen, mentre nel secondo momento abbiamo la sua ‘trasformazione’.
Interessato solo a vincere l’ambita Piston Cup, Saetta McQueen, nella prima parte del film, incarna perfettamente (si può dire ‘incarna’ di un’auto? ^_^) valori come: egoismo, egocentrismo, strafottenza, megalomania, menefreghismo ed arrivismo.
Insomma, un bel pacchetto di valori negativi!
Suoi atteggiamenti tipici sono, quindi, il pensare solo a se stesso senza curarsi degli altri, vantarsi in maniera esagerata, credersi chissà chi e simili.
Ma…
mag 202011
 

Ciao amici,
oggi ci occupiamo di Memoria da un punto di vista molto caro agli italiani: il caffè.

Recenti ricerche dimostrano che la caffeina aiuta i processi mnemonici, in particolar modo nel momento del recupero delle informazioni (anamnesi).
Come per ogni cosa, ed in particolar modo nell’alimentazione, è bene la moderazione. E’ suggerita, quindi, una particolare attenzione al consumo del caffè. Le medie suggerite da nutrizionisti e medici sono discordanti, ma ci sembra che un quantitativo di massimo 3 caffè giornalieri possa giovare senza creare disturbi.
I disturbi maggiori sono legati ad acidità ed ulcere o ad aumenti della pressione e dello stress (per una maggiore sollecitazione del sistema parasimpatico).
Un altro fattore negativo derivante da un massiccio consumo di caffè sta nella dipendenza da caffeina.
Come per le sostanze psicotrope, la caffeina produce un alto tasso di dipendenza, il che vuol dire anche che, nel tempo, nel nostro organismo verrà creandosi un meccanismo per il quale le ‘solite’ tazzine, potrebbero non esserci più sufficienti.

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