lug 232014
 

Cari amici lemattiani,
oggi vi voglio parlare del nuovo libro di Matteo Salvo: “Studiare è un gioco da ragazzi!”, edito da Gribaudo. Studiare è un gioco da ragazzi - Matteo Salvo
Come ben capite dal titolo, si parlerà di tecniche di apprendimento utilizzate nelle scuole, per migliorare il rendimento dei nostri ragazzi (per chi ne ha) ed aumentare il sacrosanto tempo libero a loro disposizione. Questa recensione, quindi, andrà a pieno titolo nella categoria “apprendimento” – dove Matteo Salvo è già apparso con il libro “Pensa DiversaMente, Agisci GenialMente” – giustamente al fianco di Mappe Mentali e tecniche di Memoria.

Se cerchi qualche informazione su Matteo, la trovi nell’articolo sopra linkato, mentre qui aggiungo solo uno dei suoi ultimi (e più recenti) successi: nel 2013 è stato il primo italiano a conseguire il titolo di International Master of Memory ai campionati Mondiali di Memoria. E’ anche entrato nel Guinness dei primati per aver memorizzato e riordinato in apnea un mazzo di 52 carte da gioco.

Insomma, Matteo non è solo un simpaticone, dal cuore grande e capace di incredibili performance sportive e mentali, è anche uno che quando si mette in testa un traguardo, lo raggiunge. Ed ora andiamo a vedere come ci aiuta con il traguardo “scuola”…

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apr 142014
 
 14 aprile 2014  Posted by at 09:51 Apprendimento, Ricerche, Spiritualità No Responses »

incudineCari amici lemattiani,
avete mai pensato alla differenza tra abitudine, metodo e rito ed a quanto, se portata a consapevolezza, possa essere giovevole nella nostra vita?

Probabilmente no. Ecco perché ho deciso di scrivervi due righe.
Come prima cosa cerchiamo di intenderci: scopriamo insieme il significato di queste tre parole!

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mar 022013
 
by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
oggi ho il piacere di condividere con voi una riflessione sull’Arte di Vedere.

Che cos’è l’ “Arte di Vedere”?
O, meglio, perché la funzione del “vedere” può essere considerata un’arte?

Nel suo libro “L’arte di vedere”, Aldous Huxley ci invita a considerare l’arte come un inArteVederesieme di talento e tecnica, che può  migliorare grazie all’esercizio e questo è uno dei punti focali (e mai parola fu più azzeccata ^_^) dell’opera di Huxley.

Questo breve saggio, infatti, nasce per spiegare – in modo conciso – le basi filosofiche delle tecniche del dott. Bates (e seguaci), studiate per far recuperare la vista con l’esercizio.

Anzitutto, cari amici, vogliamo sottolineare che prima di buttarvi nella pratica di determinati esercizi (di cui alcuni sono in “comproprietà” con tecniche come lo yoga e la lettura veloce), vi suggeriamo di rivolgervi al vostro oculista.

Ora, andiamo a “vedere” di che cosa si tratta…

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ott 072012
 
by Matteo Ficara


Cari amici lemattiani,

una delle cose più belle del mondo della formazione sono le persone che si incontrano.

A marzo del 2012, per una consulenza ad altissimi livelli (si parla del Forum delle Eccellenze), oltre all’onore di lavorare al fianco degli esperti di Performance Strategies, ho avuto l’onore ed il piacere di conoscere un ragazzo eccezionale: Matteo Salvo.

Non lo conoscete? O_o
Per quei pochi che non lo conoscono ancora, ecco due parole su di lui.

Ciò che c’è da sapere su Matteo Salvo è che, in Italia, è il primo (ed attualmente unico) istruttore certificato direttamente da Tony Buzan, creatore delle Mappe Mentali.
E’ master pratictioner in PNL (non sai cos’è la PNL? LEGGILO QUI) ed  insegna tecniche di apprendimento dal 2000.

Ha fondato una scuola, la MindPerformance, che si occupa di sviluppo delle risorse umane, dal 2008 è docente di mnemotecniche presso la Scuola Nazionale di Metodologie della Didattica dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale e tiene seminari presso La Scuola Universitaria di Management d’Impresa.

Wow!

Ma quello che ci interessa maggiormente di lui, ed i nostri cari amici lemattiani lo sanno bene, è ciò che non si vede.

Andiamo a scoprirlo insieme, in questa avventura/recensione del suo ultimo libro (bestseller in MacroEdizioni):

“Pensa diversaMENTE, Agisci genialMENTE, grazie alle MAPPE MENTALI”

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apr 262012
 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
se avete letto l’ultimo articolo sulle Mappe Mentali (se non lo avete ancora letto, lo trovate qui), starete attendendo questo secondo articolo, che parlerà – prevalentemente – della strategia mnemonica.

Abbiamo già accennato dell’utilità delle Mappe sotto il profilo “cognitivo”:
- con forme, colori ed immagini attivano l’emisfero destro;
- con parole chiave, simboli e formule; attivano l’emisfero sinistro;
- usano una costruzione a forma di sinapsi cerebrale, che permette di percepire tantissime informazioni con un solo colpo d’occhio.

Andiamo ora a vederne i segreti mnemonici

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apr 222012
 
by Matteo Ficara


Cari amici lemattiani,

chi di voi ha uno “studio”, alzi la mano.

Una, due, tre, dieci, cento… benone!
Vedo che siamo in moltissimi ad aver dedicato un piccolo spazio della nostra dimora allo “studio”.

Qualcuno avrà un’intera stanza, altri un tavolo in sala e, forse i più fortunati, un vero e proprio laboratorio.
Difatti lo studio è, o almeno dovrebbe essere, la stanza della generazione delle idee (e quindi della Creatività).

Etimologicamente “STUDIUM” significa: applicazione della mente a qualcosa, al fine di apprenderla.

MA… quante sono le cose che, ognuno di noi, oggi deve imparare?
Gli studenti hanno moltissime materie, gli universitari un po’ di meno, ma molto più approfondite, i manager devono fare i conti con l’informazione quotidiana, i professionisti con gli aggiornamenti continui e, comunque, ognuno di noi dovrebbe tenersi “al passo coi tempi”.

  Come dice bene il Guru del Marketing Beau Toskich, che ho avuto il piacere di ascoltare e conoscere al SI’ – Seminario Intensivo di ottobre 2011, organizzato dagli amici di Performance Strategies:

“Oggi non è più pesce grande che mangia pesce piccolo, ma pesce veloce che mangia pesce lento”

(nella foto, da destra a sinistra, gli amici: Manolo Mak di Cocooa, Sandro Flora e Silvia Paola Mussini di Josaya, Beau Toskich – beato tra le donne – Lara Lucaccioni ed il sottoscritto di LeMat)

Quindi, oltre alle tantissime cose da imparare, anche un tempo molto ristretto per farlo.
AH! TEMPUS FUGIT!!!

In questo breve post, cari amici lemattiani, voglio parlarvi di uno solo dei tantissimi usi dello strumento che mi ha letteralmente cambiato la vita: le Mappe Mentali.

Di quale uso parleremo?
Di quello adatto allo “studio”

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mar 032012
 
by Lara Lucaccioni

Cari amici lemattiani,

continua il nostro viaggio nelle meraviglie del cervello, andando nuovamente ad approfondire come lavora e come elabora le informazioni attraverso la recensione di un libro che parla di uno strumento di lavoro utilissimo: le Mappe Mentali.

Il più grande esperto di mappe mentali al mondo è Tony Buzan, che, oltre ad essersi occupato di tutti i mezzi per apprendere in maniera più efficace (lettura veloce, tecniche di memorizzazione, metodo di studio: testo di approccio base “Usiamo la testa”) e di imparare ad usare al massimo le potenzialità del nostro cervello, ha anche ideato questo strumento efficacissimo.

Le mappe mentali consentono al cervello di osservare la sua stessa attività in un’immagine completa, permettendogli di imparare di più su se stesso e incoraggiandolo ad utilizzare l’intera gamma delle sue capacità corticali.

Il cervello funziona più efficacemente se si permette alle sue capacità intellettuali di lavorare armoniosamente. Buzan ha scoperto che combinando parola da una parte e colore ed immagine dall’altra (emisfero sinistro ed emisfero destro) la propria capacità di prendere appunti si potenzia e da lì è nato tutto un percorso di approfondimento che ha portato ai moltissimi e meravigliosi utilizzi delle mappe mentali.

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set 112011
 
 11 settembre 2011  Posted by at 05:56 Apprendimento, Coaching Tagged with: ,  No Responses »

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

approfitto dell’onda lunga circa le mnemotecniche, per le quali ci siamo soffermati sulle due tecniche “i Loci” e la “Conversione Fonetica”, per introdurre un tema sul quale vale la pena di soffermarsi qualche istante: i canali percettivi, ovvero i tre diversi ‘modi’ di percepire le informazioni.

Anche se il cervello processa più velocemente le immagini, ognuno di noi può essere più o meno predisposto per un particolare tipo di canale percettivo.
Con il nome ‘canale percettivo’ intendiamo proprio indicare il modo in cui veniamo maggiormente colpiti da stimoli esterni. images

I canali percettivi sono 3:

  1. cinestetico: gusto, olfatto, tatto;
  2. uditivo;
  3. visivo.

Ognuno di noi ha attivi tutti e tre i canali e, sicuramente, il visivo risulta il predominante, ma… ricordandoci della Memoria come un ‘muscolo’, potremmo dire che ognuno ha ‘più o meno allenato’ un canale o un altro. Continue reading »

set 012011
 
 1 settembre 2011  Posted by at 19:43 Apprendimento Tagged with: , ,  No Responses »

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

suono_gestaltcome promesso, ecco la seconda puntata sulle Mnemotecniche. Argomento del giorno: “Conversione Fonetica”.

Anche in questo caso “il nome dice tutto”, com’era stato nel post generale su Memoria e Mnemotecniche, ma vi accompagno del dettaglio, affinché la tecnica possa diventare anche operativa.

Siete pronti?

Conversione Fonetica, ripartiamo dal nome.
Convertire significa passare da un sistema ad un altro. E questo è tanto vero per le religioni, quanto per il cambio monetario.

In questo caso, però, i sistemi entro i quali opereremo lo shift, per dirlo con un termine a noi caro grazie all’omonimo film di Wayne W. Dyer, sono il sistema simbolico e quello, appunto, fonetico.

Che cosa vuol dire?
La tecnica di Conversione Fonetica (inventata dal matematico tedesco Stanislaus Mink von Wennsshein, ottimizzata e divulgata da Leibniz) è una delle mnemotecniche – per me – fondamentali, perché opera su tre diversi livelli: simbolico, fonetico, immaginifico.
In questo modo la memoria viene stimolata attraverso un triplice canale “percettivo”.
Ma passiamo ai fatti.

Questa tecnica consiste nel convertire prima i numeri in suoni (secondo la tabella sotto riportata), poi i suoni in parola ed infine la parola in immagine.
Facciamo una prova.

Passo 1: dal numero al suono.

Tabella delle conversioni:

1- T, D——————- thè, dio, atto, addio

2- N, GN—————– neo, anno, gnù

3- M———————- amo, emo, miao

4- R———————– ara, re, oro

5- L, GL—————— ali, lui, aglio

6- C, G, J (dolce)——– ciao, oggi, gelo, cielo

7- CH, K, GH (secco)— occhio, eco, chi, ago, acca

8- F, V——————– ufo, uva, via

9- P, B——————– boa, ape, oppio

10- S, SC, Z————— sei, zio, ascia, asse

Come avete notato, nella tabella sono riportati un numero ed il suo relativo corrispondente fonetico, seguiti da qualche esempio.

Naturalmente, con gli esempi, siamo già nella fase 2: dal suono alla parola.antonio-canova-ninfa-dormiente_sfondob
Se prendiamo il numero “412” ed applichiamo la tecnica, troviamo i suoni “RTL”, che, addizionati di vocali a scelta, possono divenire la parola: RoTuLa.
Oppure il “228”, che diventerà “NiNFa”, e così via.

Semplice, vero?

Ora passiamo alla fase numero 3: dalla parola all’immagine.
Se avete letto l’articolo generale sulle Mnemotecniche (se non lo avete fatto, eccolo qua), saprete sicuramente come creare immagini mnemoniche, sfruttando la regola EMAICE, suggeritaci dal mitico Gianni Golfera.

Avevamo il 412-RoTuLa, o anche RoTeLLa, dei quali è semplice crearsi un’immagine, vero?
metodo apprendimente siglaMagari è un po’ più complicato crearlo per la parola 228-NiNFa, ma con un po’ di pratica (e magari con l’ausilio di qualche piccolo accorgimento, se vuoi sapere quale, contattami qui, o vieni al Metodo ApprendiMente), sarà semplicissimo.

Affinché la tecnica sia funzionale al 100%, sarebbe bene crearsi un proprio indice di immagini per i numeri da 1 a 100.
Questo schedario mentale ci renderà più semplice il lavoro con serie di numeri più lunghe.

Alcuni usi della Conversione Fonetica, oltre a quello delle interminabili serie di numeri (rubriche telefoniche), sono nella memorizzazione di formule chimiche (con l’ausilio di altri accorgimenti) e di articoli di legge.

^_^

Matteo Ficara, LeMat
Learning Coach

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ago 292011
 
 29 agosto 2011  Posted by at 19:42 Apprendimento Tagged with: , , ,  3 Responses »

>by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

come da promessa, ecco il breve post sulla mnemotecnica “i Loci”, anch’essa insegnata nel nostro Metodo ApprendiMente.
Tra tutte le mnemotecniche, forse questa è quella più conosciuta.
Notizie de “i Loci” ci arrivano dalla latinità, durante la quale Cicerone utilizzava questa tecnica per memorizzare le lunghe orazioni che avrebbe presentato al foro, in un altro momento.
Il metodo sfrutta meccanismi mentali come l’associazione, l’immaginazione, il coinvolgimento emotivo e, in questo caso, soprattutto l’ordine, per catalogare le informazioni in modo da poterle recuperare.
Chi di voi avesse letto anche il post su “Memoria e Mnemotecniche“, può facilmente ritrovare, nelle caratteristiche sopra evidenziate, la qualità che un’immagine deve avere se vuole essere mnemonica.
Sono le fasi di creazione indicate dall’acrostico EMAICE di Gianni Golfera, ricordate?
In “i Loci” bisogna immaginare di essere dentro ad un ‘luogo ideale’ (molti consigliano direttamente la propria abitazione, ma non è necessario) ove, stanza per stanza, inseriremo le immagini mnemoniche delle informazioni che dobbiamo ritenere.
Vi spiego la tecnica con un rapido esempio.
La mia orazione riguarda le mnemotecniche ed ho deciso di organizzarla nel modo seguente:
1) Breve storia, riepilogativa, delle tecniche di Memorizzazione;
2) Principi ‘base’ del cervello ed il funzionamento delle tecniche:
  1. la mente lavora per immagini;
  • diversità di canali percettivi: cinestetico, visivo, uditivo;
  • la ‘struttura’ della memoria.
3) Esempi di tecniche e loro uso.
Quindi… immagino una casa composta di tre stanze (una per ogni argomento), poste una dopo l’altra .
Ci si può anche immaginare una passeggiata ove i ‘loci’ siano punti di passaggio obbligato.
Nella prima stanza ci sono i busti, in gesso, di alcuni individui. Sono disposti uno dopo l’altro, con sotto una targhetta che ne riporta nome e data. Sopra di loro c’è uno striscione che riporta la scritta: “Storia della Memoria” (la rima e tutte le figure retoriche sono tecniche di memoria).
Indovinate un po’: cosa riguarda?
Nella seconda stanza, nel centro, trovo un cervello in bacheca, come quello del cartone animato Futurama, che sta appoggiata sopra ad una ‘base’ di un campo da baseball ed è circondata dai principi inglesi (principi base del cervello). Alle pareti sono appesi 3 quadri.
Iniziando dalla prima parete, posso notare che il quadro rappresenta delle piante di menta (mente) che dipingono (lavorano per immagini).
Nel secondo quadro trovo la raffigurazione delle famose 3 scimmiette: “Non vedo, non sento, non parlo”, ma l’ultima è presa a grattarsi (il canale cinestetico: tatto, gusto, odore).
Nel terzo quadro noto Watson e Creek (inventori della raffigurazione del DNA con la doppia elica) che stanno costruendo un modellino di cervello (struttura della memoria).
E così via.
Se vuoi provare a cimentarti con la terza stanza “Esempi di tecniche e loro uso”, inviami la tua soluzione a info@lematpercorsi.com, o scrivila nel commento.
Ti dirò se hai fatto bene o dove puoi migliorare.
“I Loci” sono una tecnica molto efficace per memorizzare lunghe composizioni di informazioni (soprattutto verbali, enunciative), come poesie, liste o libri interi.
Naturalmente esistono moltissime altre tecniche e la loro più grande forza sta nella collaborazione.
Per memorizzare gli articoli di legge, ad esempio, è necessario utilizzare, in collaborazione tra loro almeno due tecniche: “i Loci” e la conversione fonetica.

Se la tua domanda è: “Ma allora è un processo lungo e macchinoso?”, la risposta è: “No, è un processo che richiede impegno, ma solo all’inizio”

La Memoria è un muscolo che va allenato.
Gianni Golfera è rapidissimo ad utilizzare le mnemotecniche per via del lungo allenamento a cui si è sottoposto.
E’ questione di impegno, puoi farlo anche tu!
Nel Metodo ApprendiMente insegnamo questa e le altre mnemotecniche, inserendole nel più ampio contesto dell’apprendimento.
Che tu sia uno studente o un lavoratore, immerso nel flusso dell’ ‘aggiornamento obbligato’, l’apprendimento è il tuo pane quotidiano.
Quanto tempo impieghi a tenerti informato?
Ti piacerebbe dimezzarlo, mantenendo ed addirittura migliorando le tue performances?
Matteo Ficara, LeMat
Learning Coach


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