ago 292011
 
 29 agosto 2011  Posted by at 19:42 Apprendimento Tagged with: , , ,  3 Responses »

>by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

come da promessa, ecco il breve post sulla mnemotecnica “i Loci”, anch’essa insegnata nel nostro Metodo ApprendiMente.
Tra tutte le mnemotecniche, forse questa è quella più conosciuta.
Notizie de “i Loci” ci arrivano dalla latinità, durante la quale Cicerone utilizzava questa tecnica per memorizzare le lunghe orazioni che avrebbe presentato al foro, in un altro momento.
Il metodo sfrutta meccanismi mentali come l’associazione, l’immaginazione, il coinvolgimento emotivo e, in questo caso, soprattutto l’ordine, per catalogare le informazioni in modo da poterle recuperare.
Chi di voi avesse letto anche il post su “Memoria e Mnemotecniche“, può facilmente ritrovare, nelle caratteristiche sopra evidenziate, la qualità che un’immagine deve avere se vuole essere mnemonica.
Sono le fasi di creazione indicate dall’acrostico EMAICE di Gianni Golfera, ricordate?
In “i Loci” bisogna immaginare di essere dentro ad un ‘luogo ideale’ (molti consigliano direttamente la propria abitazione, ma non è necessario) ove, stanza per stanza, inseriremo le immagini mnemoniche delle informazioni che dobbiamo ritenere.
Vi spiego la tecnica con un rapido esempio.
La mia orazione riguarda le mnemotecniche ed ho deciso di organizzarla nel modo seguente:
1) Breve storia, riepilogativa, delle tecniche di Memorizzazione;
2) Principi ‘base’ del cervello ed il funzionamento delle tecniche:
  1. la mente lavora per immagini;
  • diversità di canali percettivi: cinestetico, visivo, uditivo;
  • la ‘struttura’ della memoria.
3) Esempi di tecniche e loro uso.
Quindi… immagino una casa composta di tre stanze (una per ogni argomento), poste una dopo l’altra .
Ci si può anche immaginare una passeggiata ove i ‘loci’ siano punti di passaggio obbligato.
Nella prima stanza ci sono i busti, in gesso, di alcuni individui. Sono disposti uno dopo l’altro, con sotto una targhetta che ne riporta nome e data. Sopra di loro c’è uno striscione che riporta la scritta: “Storia della Memoria” (la rima e tutte le figure retoriche sono tecniche di memoria).
Indovinate un po’: cosa riguarda?
Nella seconda stanza, nel centro, trovo un cervello in bacheca, come quello del cartone animato Futurama, che sta appoggiata sopra ad una ‘base’ di un campo da baseball ed è circondata dai principi inglesi (principi base del cervello). Alle pareti sono appesi 3 quadri.
Iniziando dalla prima parete, posso notare che il quadro rappresenta delle piante di menta (mente) che dipingono (lavorano per immagini).
Nel secondo quadro trovo la raffigurazione delle famose 3 scimmiette: “Non vedo, non sento, non parlo”, ma l’ultima è presa a grattarsi (il canale cinestetico: tatto, gusto, odore).
Nel terzo quadro noto Watson e Creek (inventori della raffigurazione del DNA con la doppia elica) che stanno costruendo un modellino di cervello (struttura della memoria).
E così via.
Se vuoi provare a cimentarti con la terza stanza “Esempi di tecniche e loro uso”, inviami la tua soluzione a info@lematpercorsi.com, o scrivila nel commento.
Ti dirò se hai fatto bene o dove puoi migliorare.
“I Loci” sono una tecnica molto efficace per memorizzare lunghe composizioni di informazioni (soprattutto verbali, enunciative), come poesie, liste o libri interi.
Naturalmente esistono moltissime altre tecniche e la loro più grande forza sta nella collaborazione.
Per memorizzare gli articoli di legge, ad esempio, è necessario utilizzare, in collaborazione tra loro almeno due tecniche: “i Loci” e la conversione fonetica.

Se la tua domanda è: “Ma allora è un processo lungo e macchinoso?”, la risposta è: “No, è un processo che richiede impegno, ma solo all’inizio”

La Memoria è un muscolo che va allenato.
Gianni Golfera è rapidissimo ad utilizzare le mnemotecniche per via del lungo allenamento a cui si è sottoposto.
E’ questione di impegno, puoi farlo anche tu!
Nel Metodo ApprendiMente insegnamo questa e le altre mnemotecniche, inserendole nel più ampio contesto dell’apprendimento.
Che tu sia uno studente o un lavoratore, immerso nel flusso dell’ ‘aggiornamento obbligato’, l’apprendimento è il tuo pane quotidiano.
Quanto tempo impieghi a tenerti informato?
Ti piacerebbe dimezzarlo, mantenendo ed addirittura migliorando le tue performances?
Matteo Ficara, LeMat
Learning Coach


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ago 272011
 
by Lara Lucaccioni

Cari amici lemattiani,

da oggi parte una rubrica sulle tecniche di creatività, funzionali per generare idee nuove e utili (ci piace moltissimo la definizione di creatività data da Poincarè e ripresa in uno dei più bei siti italiani ad essa dedicati: NeU di Annamaria Testa).

Premessa necessaria

lampideaLa creatività è una facoltà innata in tutti noi, ma spesso, a forza di pensare logicamente e di cercare la “sola” risposta giusta ad un problema, abbiamo fatto in modo che essa andasse affievolendosi (e i nostri modelli educativi hanno avuto la loro parte di responsabilità in questo).

Se vogliamo pensare creativamente o affrontare problemi in maniera diversa, se ci rendiamo conto che i “vecchi” metodi non sono più validi per certe situazioni che stanno cambiano vorticosamente e che percorrere i “vecchi” sentieri non ci procura più il risultato atteso, dobbiamo rimettere in moto colorsil nostro pensiero creativo, sfidare preconcetti e pregiudizi e, semplicemente, “decidere” di pensare creativamente, e generare nuove idee attraverso l’utilizzo di tecniche di creatività (ne esistono tantissime, tutte molto valide, alcune più di altre adatte ad una persona invece che ad un’altra).

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ago 232011
 
by Lara Lucaccioni

>Tony Buzan, Usiamo la testa, Frassinelli

Cari amici lemattiani,

quante volte ci siamo chiesti se sia possibile allenare la mente come facciamo col nostro corpo?


“Usiamo la testa” di Tony Buzan è un libro che “insegna a pensare e ad imparare”. E’ un primo approccio molto utile per avvicinarsi ad argomenti quali: il funzionamento del nostro cervello e della nostra percezione, le tecniche di memoria, la lettura veloce, le tecniche di apprendimento, la gestione del tempo (se siete curiosi, scoprite il nostro Metodo ApprendiMente).
Se un primo utilizzo di questo libro è a favore di chi vuole migliorare e potenziare il proprio modo di studiare, le informazioni che tratta sono utili in moltissimi altri campi.
Il libro è corredato di esercizi e, come ogni volta che parliamo di coaching e di miglioramento personale, l’impegno e la volontà che ci mettete voi sono ingredienti assolutamente indispensabili.

ago 232011
 

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,metodo apprendimente sigla

oggi voglio parlarvi del Metodo ApprendiMente.

Sono passati ormai 5 anni da quando ho seguito il primo corso di “Lettura Rapida”.
Ricordo nitidamente lo stupore nel vedere Cristiano Magro (il nostro formatore) memorizzare un’interminabile lista di numeri in brevissimo tempo e l’entusiasmo di sapere che avrei potuto farlo anch’io.

“Se lo può fare un essere umano, lo può fare ogni essere umano!”.

Ad oggi il  Metodo ApprendiMente ha raggiunto la sua forma più matura, presentandosi nella terza edizione, come corso di Meta-Apprendimento, ovvero di “apprendimento dell’apprendimento”.
L’obiettivo, oltre all’insegnamento delle tecniche, è di aumentare la propria consapevolezza circa il funzionamento della propria mente.

Certo, studiare circa 500 pagine (180 di un libro di testo ed il resto in materiale sfuso, tra fotocopie e download), in una settimana, presentandole all’esame in maniera molto integrata, consapevole ed interconnessa, oltre a fare molto piacere, è anche estremamente utile, soprattutto per chi, come me, si trova a studiare e lavorare contemporaneamente.
Se è possibile? Sì.
attivit didattica sceltaQuelli sopra riportati sono i risultati di uno dei miei esami, precisamente “Didattica”, materia che non rientra nel mio humus specifico di studi (Filosofia) e che, quindi, mi ha richiesto del tempo in più, destinato alla terminologia specifica.
Voto: “Ventinove, lo accetta?”.
Voi che dite? ;-P

Ma ora passiamo al sodo: ecco il programma del corso.

Continua a leggere…»

ago 192011
 
 19 agosto 2011  Posted by at 20:47 Coaching, Comunicazione Tagged with: , , ,  No Responses »

Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,

poteredomandeoggi voglio parlarvi del Potere delle Domande.

Le domande sono uno dei meccanismi più sottili del nostro cervello, perché la mente non può fare a meno di fornire risposte alle nostre domande.

Il vero coaching si basa sempre sulle domande.
Il primissimo tipo di “life coaching” che ricordiamo è stato l’ ars maieutica socratica, in cui lo schema di fondo era sempre dialettico e basato sull’ironia:

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ago 162011
 
by Lara Lucaccioni

Max Damioli, Il libro del respiro. Perché è importante imparare a respirare meglio, L’Età dell’Acquario

Cari amici lemattiani,

Damioli, Il libro del respirooggi vi voglio parlare di un libro che mi ha subito molto appassionato e che ho terminato in tempi brevissimi: il libro di Max Damioli sul respiro.

Ho conosciuto Max Damioli di persona a San Marino lo scorso luglio ad IO Inside Out – Accendi la tua felicità, un corso davvero straordinario organizzato da Performance Strategies del mio amico Marcello Mancini e presentato da Max in maniera davvero strepitosa (dell’evento abbiamo parlato con abbondanza di dettagli in più post, ai quali vi rimando).

Ho subito intuito il valore di Max come individuo e come insegnante (lui stesso definisce l’insegnamento la sua missione) e la lettura di questo libro ha totalmente confermato la sensazione avuta. Max è facilitatore di respiro da più di vent’anni, oltre ad avere un curriculum  così ampio che mi piace suggerirvi di approfondirlo sulla breve, ma ricchissima ed ironica autobiografia a fine libro. Ha fondato una scuola, Skills, che propone sessioni di respiro e forma, a sua volta, facilitatori di respiro.

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ago 142011
 

Matteo Ficara

 

Daniel Goleman, Intelligenza Emotiva, BUR editore

Cari amici lemattiani,
oggi mi cimento nel raccontarvi (brevemente) uno dei testi che, in assoluto (anche più dei testi di studio d’esame), mi ha richiesto tempo.
Goleman, Intelligenza emotivaChi mi conosce sa che per preparare 500 pagine d’esame impiego non più di 1 settimana (circa 3 giorni, per essere precisi, usando le tecniche di lettura veloce): quindi, potrebbe incuriosirsi sapendo che per leggere le circa 400 pagine di “Intelligenza Emotivadi Goleman ci ho impiegato… MESI!
Le tecniche di apprendimento (Lettura Veloce, Mappe Mentali e Mnemotecniche) di certo funzionano, ma questo testo mi ha richiesto moltissimo tempo di… ‘digestione’ (o meglio ancora di ‘incubazione’).
Per cominciare direi, innanzi tutto, che cos’è l‘Intelligenza Emotiva.
Intelligenza emotivaE’ la nostra capacità di Empatia, la capacità, quindi, di calarsi nei panni dell’altro cercando di comprendere il suo modo di percepire, a livello emozionale, le situazioni e, quindi, di capire a fondo le motivazioni alla base delle sue azioni.
L’Intelligenza Emotiva, però, non è solo questo. Anzi.

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ago 082011
 

>Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
come promesso ieri, oggi continuiamo il discorso sulla comunicazione di scacco e di gioco, che ha preso il via da una riflessione circa l’affermazione: “… in una sequenza di comunicazione, ogni scambio di messaggi restringe il numero delle possibili mosse successive”, dal testo “Pragmatica della Comunicazione Umana” e che ieri era stata affrontata solo per la metà relativa al risultato ed all’efficacia.
Allo Scacco, insomma
Oggi ricominciamo dalla Comunicazione di Gioco (CdG).
Forse il primo passo da fare, in questo caso, è cercare di rendere chiaro che cos’è il Gioco.
Sicuramente elimino, in primis, il gioco d’azzardo, le scommesse e tutta la trafila che ne segue.
Il gioco è per me il luogo naturale della Creatività e dell’Entusiasmo.
La libertà dovuta all’assenza (virtuale) di regole, il costante lavoro di immaginazione e la partecipazione ad un gruppo sono le tre importanti caratteristiche del gioco, che danno il via a tutta una serie di importantissime reazioni psicologiche, utili a farci superare i nostri naturali ostacoli.

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ago 062011
 
 6 agosto 2011  Posted by at 20:55 Comunicazione Tagged with: , , ,  No Responses »

Matteo Ficara

 

Cari amici lemattiani,

con questo titolo sulla comunicazione “di scacco” e “di gioco”, voglio provocarvi ad un’attenta riflessione su ciò che viene chiamato ‘la comunicazione’ e che, oggi, è di certo l’elemento alla base della nostra società.

Vediamo, ora, le caratteristiche di questi due tipi particolari di comunicazione. Ma prima, una brevissima lista degli elementi fondamentali di ogni comunicazione:

  • almeno un emittente;
  • almeno un ricevente;
  • il mezzo di propagazione del messaggio;
  • il messaggio;
  • il codice (o linguaggio).
Iniziamo con la Comunicazione di Scacco (CdS).
Nella CdS la parola d’ordine è: risultato.

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